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L'universo e la sua razionalità

La comprensibilità del Cosmo è, per Einstein, un mistero, quasi un miracolo e a chi gli chiedeva perché di questo stupore, rispondeva così: "A priori ci si aspetterebbe un mondo caotico che in nessun modo possa essere compreso dall’intelletto... ma il genere di ordine creato dalla teoria della gravitazione di Newton e da altre teorie matematiche è del tutto differente". Quindi non solo è strabiliante che l’universo sia intelligibilità ma ancora più straordinaria è la natura matematica di questa intelligibilità. Quindi, a differenza di quando si crede, non tutti gli scienziati seguono il riduzionismo ontologico tanto declamato dal famoso premio nobel autore de "L’illusione di Dio", Richard Dawkins; lo scienziato, infatti, nel suo libro afferma che:" L’universo non è nient’altro che un insieme di atomi in movimento, gli esseri umani sono semplicemente macchine per propagare il DNA e la propagazione del DNA è un processo autosufficiente. E’ l’unica ragione di vita di ogni essere vivente". Un altro premio nobel non la pensa così; E. Wigner, infatti, è convinto che:" L’enorme utilità della matematica nelle scienze naturali è una cosa che sconfina nel misterioso, e non vi è una spiegazione razionale... è semplicemente un articolo di fede". E ancora Sir Roger Perose " è difficile che simili teorie eccezionali possano essere nate puramente mediante una qualche selezione naturale casuale di idee che lasciasse sopravvivere soltanto quelle valide; deve esserci qualche ragione profonda sottostante l’accordo fra matematica e fisica". A Sandage, uno dei padri della moderna astronomia, scrive:" Trovo assai improbabile che un simile ordine sia emerso dal caos. Deve esserci un principio organizzatore. Dio per me è un mistero ma è la spiegazione del miracolo dell’esistenza: perché vi è qualcosa anziché il nulla".

Per molti scienziati, quindi, l’idea di Richard Dawkins che non vi sia spiegazione razionale per l’intelligibilità dell’universo è, per così dire, irrazionale; infatti l’intelligibilità dell’universo può benissimo essere fondata sulla natura della razionalità ultima di Dio: tanto il mondo reale quanto la matematica sono riconducibili alla mente di Dio che creò sia l’universo che la mente umana. Pertanto non è sorprendente che le teorie matematiche elaborate da menti umane create a immagine della Mente di Dio trovino pronta applicazione in un universo il cui architetto fu quella stessa Mente creativa. A valorizzare questa tesi fra molti scienziati e filosofi troviamo per esempio K. Ward che sostiene che:" La continua conformità delle particelle fisiche a precise relazioni matematiche è una cosa la cui esistenza risulta molto più probabile se vi è un matematico cosmico ordinatore a stabilire la correlazione nel modo richiesto. L’esistenza di leggi della fisica implica fortemente che vi sia un Dio a formulare tali leggi e a garantire che il mondo fisico sia conforme ad esso". Il teismo, a differenza dell’ateismo, dà senso all’intelligibilità razionale dell’universo infatti la tesi riduzionistica la indebolisce ed alla fine la dissolve. L’esistenza di una Mente matematica ordinatrice sembra l’unica a fornire alla scienza la sua giustificazione intellettuale. Persino S. Hawking, non proprio propenso alla necessità di Dio ebbe a dire: " E’ difficile discutere dell’universo senza menzionale il concetto di Dio. La mia opera sull’origine dell’universo è al confine tra scienza e religione, ma io cerco di rimanere dal lato scientifico del confine. E’ del tutto possibile che Dio agisca in modi che non possono essere descritti dalle leggi scientifiche".

Michele Del Conte


Moby Dick

Consigli per la lettura

Ritorna "Moby Dick" con una segnalazione assolutamente sui generis per questa rubrica: i fumetti. Parlarvi di questo libro, del suo autore e, soprattutto, dell’incontro avuto con lo stesso la sera del 25 febbraio scorso nell’ambito degli "Incontri con l’autore" nella Biblioteca Comunale, significa per il sottoscritto ritrovare gli anni più belli della propria giovinezza con tutto il corollario di situazioni ed esperienze che, questa fase della vita di ognuno di noi, porta con sé. E’ stato bello incontrare Sergio Staino, non solo per confermarne e apprezzarne la bravura di vignettista italiano fra i più amati (ciò era abbastanza risaputo), ma per ripercorrere insieme ai suoi racconti ed aneddoti gli ultimi 40 anni di vita politica e sociale italiana. Il vignettista toscano, attraverso il suo personaggio più conosciuto Bobo, ha raccontato in questi anni, più di ogni convegno o conferenza, i travagli, i problemi, i vizi e le virtù della sinistra italiana e della classe politica in genere. Lo ha fatto con ironia e con quel modo tagliente e grottesco di trattare anche le situazioni più difficili. All together, Bobo! Un anno vissuto disperatamente. Bur Biblioteca Univ. Rizzoli pp. 355 € 24.50. Un libro che consiglio, non solo agli amanti di questo genere letterario, ma a tutti i lettori.

Ritorno al romanzo per il grande scrittore latino americano Luis Sepulveda: L’ombra di quel che eravamo. Guanda pp.148 € 14.50. Il tema centrale del libro è abbastanza ricorrente nel vissuto quotidiano della nostra esistenza: ritrovarsi fra vecchi amici e ripercorrere insieme il proprio passato comune per tentare di ritrovare le ragioni e la passione di nuovi orizzonti di vita e di impegno. Ed proprio quello che fanno i protagonisti del libro di Sepulveda dandosi appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile. La loro vita è accomunata dall’antica militanza nella schiera di sostenitori del Presidente Salvador Allende e da una visione abbastanza pessimistica e amareggiata della vita. Gli anni passati hanno lasciato i segni sui loro tratti psicofisici e sulla stessa città che li ospita. Il romanzo commuove ed ironizza su situazioni particolari, strizzando l’occhio al genere "noir", con la messa in scena di personaggi straordinari che portano con sé un lungo inventario di perdite e delusioni, come recita il titolo, l’ombra di quel che erano da giovani, ma ancora capaci di esprimere ideali e speranza nel futuro. Reinventarsi: la parola chiave del libro. Un invito che vale per tutti noi. Chiudiamo con uno scrittore amato e letto in tutto il mondo: Amos Oz Scene dalla vita di un villaggio Feltrinelli pp. 184 € 16.00. La storia narra di un uomo capitato quasi per caso in un pittoresco villaggio d’Israele: Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece in quell’armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di guerra. Tocca al visitatore cercare di svelare l’enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benni Avni, sindaco del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo quattro parole: "Non preoccuparti per me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola. La lettura del romanzo non ci permetterà mai di scoprire dove sia finita la moglie di Ben Avni, né sapremo mai l’identità di quella strana donna, vestita da escursionista, che improvvisamente appare davanti all’agente immobiliare Yossi Sasson. Così come non sapremo mai i risvolti delle vite di altri protagonisti del libro. Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei personaggi che abitano Tel Ilan.

Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, rivissuto ancora attraverso il dimenticare, in attesa del momento della rivelazione. Da non perdere.

Buona lettura a tutti.

roccofrascaria@virgilio.it


Aforismi

Essere amici significa aiutare l’altro nelle sue debolezze. Essere nemici significa approfittarne. (Anonimo)

 

L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi. (O. Wilde)

 

La vita e la morte confluiscono in uno e non c’è né evoluzione né destino; soltanto essere. (A. Einstein)

 

Non piangere perché l’amore è finito, sorridi perché c’è stato. (Anonimo)


Obbligatorio il test antidroga per la patente

Sarà presto emanata una circolare che rende obbligatorio il test antidroga per chi ha intenzione di conseguire la patente o il patentino di guida. Chi risulterà positivo, non l’ avrà; "non vogliamo alla guida gente drogata che può creare problemi a se stessa e agli altri". Lo ha dichiarato fermamente il sottosegretario e responsabile del dipartimento nazionale antidroga, Carlo Giovanardi - il quale, alcuni giorni fa, è stato a San Nicandro, per la campagna elettorale in vista delle Regionali di fine marzo - annunciando drastiche misure, da parte del governo, in tema di sicurezza stradale, che saranno introdotte al più presto. "La norma sui medici che devono somministrare i test - ha aggiunto Giovanardi - è passata, in accordo con Interni e Infrastrutture". Oltre al test, nelle norme all’esame del Senato contro le stragi del sabato sera, è stato presentato un emendamento per la chiusura anticipata delle discoteche: alle 4 si dovrà smettere di ballare, un’ora prima non sarà più venduto alcol e saranno ridotte le luci e la musica.

In Italia gli incidenti stradali sono in diminuzione, ma Giovanardi sostiene che occorre tanta severità nella formazione e prevenzione all’uso di droga; molto dipende anche dalla televisione che, spesso, produce l’effetto contrario, non solo dando cattivo esempio perché si è tornati a fumare in tanti ed eccessivamente, ma anche per l’elogio esplicito della droga, come è accaduto recentemente con un noto cantante italiano. Si creano, così, scandalo, disinformazione e "vaneggiamenti", come ha denunciato lo stesso Giovanardi, in una sua lettera indirizzata al presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Zavoli, attraverso uno strumento pubblico che deve soprattutto formare e non solo intrattenere con ospiti, spesso al limite del decoro, anche nel linguaggio e negli atteggiamenti. Ma tali affermazioni, oltre che non essere condivise, sono anche oggetto di un duro contrattacco da parte del Pdci-Federazione della sinistra e di Italia dei valori, il cui presidente Massimo Donadi ha replicato: "Chi grida allo scandalo è un ipocrita e Giovanardi con le sue crociate da medioevo è stato solo capace di criminaliz- zare intere generazioni di giovani senza muovere un dito contro la criminalità organizzata e il narcotraffico.

Giovanardi le spara sempre più grosse e dice un mare di sciocchezze, il suo attacco è strumentale, la verità è che da quando c’è lui il consumo di droghe in Italia è aumentato, si fa poca prevenzione ed informazione e i Sert sono al collasso". Ecco il solito gioco infantile, che guasta i rapporti fra le varie componenti politiche, invece che pensare a come risolvere questi problemi veramente seri, con la ferma e costante collaborazione di tutti. Mi sembra di assistere a quegli stupidi battibecchi infantili, cui si può avvicinare il noto proverbio (tradotto dal dialetto) "il bue prende in giro l’asino".

Mi viene spontaneo, ma anche con una certa rabbia, dire: ma muoviamoci, con leggi severe per la salute e la sicurezza di tante vittime della strada, ogni giorno e non soltanto durante ogni fine settimana!

Leo Caputo


 

Cortesia

 

Per caso ricordi

quand’è che è stato

che non ti ho chiesto permesso?

Se cadeva più inchiostro del dovuto

sul foglio bianco

chiedevo scusa,

se ho teso la mano

è perché tu restassi.

Non mi fermo ad annusare

gli odori di tutti i fiori del Creato

né mi schiudo come i tulipani,

i gigli o le rose.

Però se qualcuno

con garbo e cortesia

mi invita a passeggiare

per i sentieri dei verdi prati

sfiorandomi la mano

palmo contro palmo

come il bacio dei Santi

allora sento le mie gambe farsi più leggere,

e il sole all’orizzonte

fendere il velo grigio nei miei occhi

fino ad accecarmi.

Ma la Natura si sa

sa essere crudele alle volte,

basta un terremoto

per far crollare tutto a terra.

E quando scende la notte

e con essa il gelo

rimani da solo

in compagnia del silenzio.

Le lenzuola sono fredde

un corpo solo non basterà

a scaldare le coperte

giri e ti rigiri

lì sotto è sempre inverno

fuori è guerra all’ultimo sangue

per accaparrarsi il mondo

un giorno ti guardi allo specchio

e scopri che sei vecchio.

Perché ho mani di piombo.

Ho piedi di piombo.

Eppur ti tesi la mano,

mi accompagni?

E tu la lasciasti cadere.

Per caso ti ricordi

l’ultima volta

che non ti ho chiesto permesso?

Carla Iannacone

 

     

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