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Demolizione Istmo Schiapparo
Forse a molti è sfuggita la
notizia pubblicata lo scorso mese sulla "Gazzetta del Mezzogiorno"
nella quali si informava che la giunta municipale di Lesina ha
approvato il bando per l’affidamento dei lavori di demolizione di
opere abusive costruite in agro di Lesina e precisamente nelle
località "Cammarata", "Torre Fortore" e "Torre Mileto-Schiapparo".
E’ evidente che, vista l’esiguità dei fondi a disposizione (80 mila
euro), l’intervento della ruspe sarà, per forza di cose, molto
circoscritto. Resta però in piedi l’attenzione al problema che non
fa passi avanti nonostante, prima delle elezioni, qualcuno aveva
ipotizzato un intervento dei candidati presidente alla Regione
Puglia circa l’esito della vicenda che dura da decenni. A tutt’oggi,
c’è l’impegno della Regione a voler abbattere le costruzioni
abusive. C’è, però, ancora in piedi il famoso condono presentato da
circa 900 abusivi su quasi 2800. Poi c’è anche il piano di recupero
territoriale presentato dal comune di Lesina con un abbattimento di
800 case a cui ha fatto seguito una notizia che gli abbattimenti
sarebbero ancora di meno. Insomma tutto è ancora molto vago mentre
la macchina amministrativa non si ferma. Da parte dei proprietari
delle costruzioni abusive c’è incertezza e tanta speranza che tutto
possa risolversi nel modo migliore. Non sarebbe opportuno che questo
problema venga affrontato definitivamente per dare certezze e per
chiudere, una volta per tutte, questa vicenda? E chi può fare questo
se non le due amministrazioni comunali, quella di Lesina e quella di
San Nicandro?
La salma
di San Pio traslocata nella nuova chiesa
Già benedetta da papa
Ratzinger in occasione della sua visita al santuario di San Giovanni
Rotondo il 21 giugno scorso, la nuova cripta , costruita sotto il
pilastro principale della chiesa progettata dal famoso architetto
Renzo Piano, ospiterà per sempre la salma di san Pio da Pietrelcina.
L’annuncio della traslazione era atteso con ansia, da tempo,
nonostante le numerose smentite da parte dei frati cappuccini; ora è
ufficiale: in onore del papa - per ricordare il quinto anniversario
della sua elezione al soglio pontificio - e in occasione del
Capitolo dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa
"Sant’Angelo e Padre Pio", per eleggere il nuovo ministro
provinciale, il 19 aprile 2010 segnerà un’altra data storica nella
dolorosa e complessa vicenda del santo del Gargano più amato dagli
italiani e dai tanti milioni di pellegrini in tutto il mondo. Quel
giorno la sua salma, dopo la riesumazione avvenuta lo scorso 3 marzo
2008 e l’ostensione pubblica dal 24 aprile 2008 fino al 23 settembre
2009, sarà spostata dalla cripta del Santuario di Santa Maria delle
Grazie a quella della nuova chiesa, dopo 42 anni. Prima di morire,
padre Pio esternò per iscritto il desiderio di riposare "in qualche
cantuccio di questa terra, ove non si oppongano i miei superiori".
Dopo la sua morte, avvenuta nelle prime ore del mattino del 23
settembre 1969, il frate che tanto aveva amato la cittadina del
Gargano, dove egli ha vissuto per oltre cinquant’anni, pregando,
confessando migliaia di persone e personaggi dello spettacolo, della
scienza e della cultura in generale, compiendo miracoli, senza mai
spostarsi da essa, il suo desiderio è stato esaudito, come segno
tangibile di vero affetto e venerazione da parte dei suoi
confratelli e dei cittadini del promontorio garganico. Si pone così
termine ad una lunga e accesa discussione, a chiacchiericcio e
polemiche, che in questi anni hanno riempito le pagine dei giornali
e dei libri di tutto il mondo, sia a proposito della riesumazione
che della ostensione e ora della traslazione del corpo di questo
Santo, il quale profetizzò che avrebbe fatto "più rumore da morto
che da vivo", facendo parlare appunto di sé, ma per portare alla sua
tomba e, quindi, a Cristo Signore, quante più anime possibile, in
nome di una fede sofferta, convinta e ricca di opere di bene. La
certezza è che san Pio da Pietrelcina continuerà a riposare nella
sua amata terra garganica, anche se a qualche centinaio di metri, in
linea d’aria, dalla vecchia tomba. La nuova cripta, che ha richiesto
più di un anno di lavoro intenso per essere abbellita dai mosaici di
padre Marko Rupnik e di un’équipe di artisti specializzati, fa
parlare di sé per lo sfarzo dell’oro impiegato per realizzare
l’opera – si parla della fusione di 120 kg di oggetti in oro- e
continua a suscitare opinioni contrastanti; in risposta a tutto ciò
i frati del santuario pongono come giustificazione che il ricorso al
metallo più prezioso è il migliore antidoto contro l’incuria del
tempo e che hanno usato tutti i proventi - in denaro e in oro -
rispettando la volontà dei mittenti, i numerosissimi devoti del
santo, per abbellire la sua nuova tomba; e precisano che non hanno
ecceduto nelle spese di fronte alle lamentele di quanti sostengono
che non sembra un sepolcro adatto ad un uomo che predicò e praticò
la semplicità, la fratellanza e l’aiuto ai più bisognosi.
L’avvenimento del 19 aprile 2010 creerà gioia, subbuglio in milioni
di fedeli del frate stigmatizzato sparsi in tutti gli angoli del
mondo e osteggiato dalla stessa Chiesa in vita, innalzato, poi, agli
onori degli altari nel 2002 da Papa Giovanni Paolo II. Tutti
guardano a questi eventi con fede o scetticismo, come accade sempre
quando si tratta di persone particolari, la cui vita terrena è stata
caratterizzata da incomprensioni, polemiche e tensioni accanto e
episodi di vera e indiscutibile santità: anche Gesù di Nazareth
continua a far parlare di sé, attraverso questo umile frate che a
Lui consacrò tutto se stesso e che oggi è per noi un fulgido esempio
da seguire, in ogni modo e dovunque riposi la sua salma!?
Leo Caputo
Via
Crucis delle UNITRE
"In prossimità della
Santa Pasqua, la nostra grande Famiglia allargata che è l’UNITRE… ha
deciso di fare una pausa di riflessione partecipando, nella terra
generosa e benedetta in cui ha operato Padre Pio,…alla Via
Crucis…per rigenerare la nostra fede… affinchè il Padre nostro che è
nei cieli ci dia la forza di ben operare per il nostro "progetto di
vita" che è l’UNITRE e affinchè tanti uomini di buona volontà si
diano la mano costruendo una catena, perché presto possa splendere
all’orizzonte un arcobaleno di pace e d’amore….Pace e bene! "
Queste le parole della nostra Presidente Nazionale, Irma Maria Re,
che, sabato, 20 marzo 2010, ha presenziato, con una partecipazione
viva e sentita, alla Via Crucis delle UNITRE, organizzata dalla Sede
di San Giovanni Rotondo nella persona del dott. Leonardo Tricarico.
Avendo ricevuto l’invito anche dalla Sede Nazionale di Torino, l’UNITRE
di San Nicandro ha partecipato a questo straordinario avvenimento
con una folta rappresentanza guidata dalla Presidente Grazia
D’Evola. E’ stata una esperienza indimenticabile vissuta con i
rappresentanti di altre Sedi provenienti da diverse UNITRE d’Italia:
presenti anche la Presidente della Sede di Foggia, prof.ssa Di
Giorgio Cavaliere, il Presidente della Sede di Lucera, nonché il
Consigliere Nazionale, dott. Del Po, e tanti altri esponenti. Tutti
insieme, spiritualmente uniti come una vera famiglia cristiana,
abbiamo partecipato al sacro rito con fede, umiltà e, soprattutto,
con un grande desiderio nel cuore; quello di diventare migliori noi
stessi per avere, poi, la forza e la capacità di ben operare per
cercare di migliorare il mondo col nostro esempio, guidati da
sentimenti veri quali l’amore, la condivisione, la solidarietà,
valori basilari della vita dell’uomo, immutabili nel tempo perché
essenza stessa della vita, senza i quali vuota sarebbe la sua
esistenza . Tempi che mutano, valori che restano: e non può che
essere così, se si vuole una società più umana e giusta, un mondo di
pace, un mondo migliore.
Con questi propositi
abbiamo trascorso momenti indescrivibili in compagnia della nostra
Presidente Nazionale che, col suo sorriso, la sua dolcezza e la sua
determinazione ci è di sprone e d’incoraggiamento a proseguire sulla
strada intrapresa con impegno sempre crescente e, soprattutto, con
quello spirito di sacrificio e di servizio che, unito alla voglia di
socializzare, fa sì che l’UNITRE operi continuamente protesa alla
valorizzazione di quel "progetto di vita" che mira alla
valorizzazione della persona in quanto tale. Grazie Presidente! Con
la promessa che per il Decennale della nostra Sede sarà in mezzo a
noi, ci siamo salutati affettuosamente con nel cuore sentimenti di
gratitudine, di riconoscenza, di amore: una inconfutabile ricchezza
spirituale, dono sublime di una suggestiva Via Crucis vissuta con
vera fede cristiana dalla nostra grande famiglia della UNITRE.
Grazia D’Evola
Celebrazioni
per il 60° anniversario di fondazione della Parrocchia del Carmine
Per celebrare solennemente
il 60° anniversario di fondazione, la parrocchia cittadina "Maria
SS. del Carmine" ha accolto, dal 9 al 12 febbraio scorsi, le spoglie
mortali di Santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle Missioni e
Dottore della Chiesa. L’intera Chiesa diocesana è stata invitata a
partecipare con fede alle celebrazioni proposte in occasione di
questo straordinario evento: per approfondire la conoscenza della
Persona, del messaggio e della dottrina della "più grande santa dei
tempi moderni" - come ebbe a dichiarare Pio XI nel momento della
canonizzazione - vissuta nel cuore della Chiesa; per intraprendere
con entusiasmo la via dell’ "infanzia spirituale" che la stessa
santa ha percorso ed indicato e che tutti i chiamati alla santità
possono percorrere.
Nata in Francia nel 1873,
da genitori di grande fede cristiana, Maria Francesca Teresa Martin
manifestò presto un temperamento sensibilissimo ed energico, avendo
la santità come obiettivo principale della sua vita. Entrò
quindicenne nel convento carmelitano di Lisieux, con
l’autorizzazione di Papa Leone XIII, immersa in una vita religiosa
molto semplice e nascosta, ma impegnata nella preghiera e traendo
forza dal Vangelo nel desiderio di santificazione, fino alla morte,
sopraggiunta a soli 24 anni. Dai suoi scritti autobiografici
traspare tutta la sua dottrina, fondata sulla scoperta dell’Amore
Misericordioso, che è alla base della vita di ogni cristiano
costantemente impegnato nella propria evoluzione spirituale. Il
programma delle celebrazioni, messo a punto in maniera eccellente
dal parroco Don Giancarlo Borrelli, ha visto affluire nella chiesa
del Carmine migliaia di fedeli di ogni età e condizione, anche
forestieri, tutti uniti dal medesimo intento di perfezionare il
proprio cammino interiore attraverso l’esempio forte e coinvolgente
della santa la quale, prima di lasciare questo mondo per raggiungere
la beatitudine eterna, disse alle consorelle "Voglio passare il mio
cielo a far del bene sulla terra". E gira davvero il mondo questa
Santa, stando vicino, come una madre o una sorella affettuosa, a
tutti coloro che hanno bisogno della sua carica emotiva e che a lei
chiedono aiuto per superare le difficoltà quotidiane.
Ho partecipato devotamente
e proficuamente, come tanti, a vari momenti di preghiera e
riflessione, con la compostezza e la consapevolezza dell’importanza
straordinaria di questa rara circostanza, che per ognuno ha
significato che "il Vangelo va accolto e vissuto nella sua
integralità perché ha un valore universale nel tempo e nello
spazio". Lo ha sottolineato Mons. Renna, vescovo della nostra
Diocesi, nel presiedere la solenne concelebrazione eucaristica,
subito dopo l’arrivo dell’urna di Santa Teresa di Gesù Bambino in
piazza Fioritto, in un pomeriggio particolarmente freddo e piovoso,
che ha scoraggiato molti a presenziare a questo straordinario
evento. Ma, come lo stesso don Giancarlo ha sottolineato al termine
delle celebrazioni, San Nicandro ha ben saputo diventare il "centro
della Diocesi, un piccolo pezzo di Cielo e Paradiso", auspicando che
su di esso possano ancora scendere copiosi i "petali di rosa" che
circondano la miracolosa figura di Santa Teresa, come un simbolo di
grazie concesse da Dio per sua intercessione.
Le celebrazioni di questo
60° anniversario di fondazione della parrocchia del Carmine
resteranno a lungo nel ricordo di quanti hanno vissuto questa
circostanza che per alcuni giorni, ha letteralmente "rivoluzionato"
la nostra vita cittadina, sul piano religioso e sociale, offrendoci
l’occasione che sempre e tutti dovremmo cercare, con la stessa
fermezza e umiltà che abbiamo conosciuto e ammiriamo in Santa Teresa
di Lisieux; una persona speciale, "piccola di età ma grande per
santità", venerata e da venerare sempre più, e giustamente, da gente
di ogni razza e colore.
Leo Caputo
PrimoMaggioLive2010
Il Primo Maggio
nasce da un’idea di alcuni giovani sannicandresi in collaborazione
con l’amministrazione comunale di Sannicandro Garganico. Sono
davvero tanti i gruppi che si sono esibiti sul palco del Primo
Maggio proponendo ognuno di essi un genere musicale differente dal
metal al folk. Ad oggi siamo alla terza edizione e quest’anno
saranno davvero tante le novità, a partire dal concorso a premi
per i gruppi, alla partecipazione di un grande special guest.
Il "Primo Maggio Live del Gargano", che vuole diventare un
punto di riferimento tra le manifestazioni locali e non, quest anno
si propone di portare in piazza ancora più gente rispetto a quelle
passate (che comunque hanno visto picchi di oltre 3000
partecipanti). Vi aspettiamo sabato 1 maggio a Parco S. Michele.
Buona musica a tutti!!
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