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L’opinione
La
riforma Gelmini approvata dal Consiglio dei Ministri
Il Consiglio dei Ministri
ha approvato definitivamente il regolamento sulle scuole superiori
proposto dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini,
che richiama in definitiva la riforma Moratti, poi modificata da
Fioroni. Entrerà in vigore nel prossimo anno scolastico 2010-2011,
per le prime e sarà a pieno regime entro i cinque anni successivi.
"Riforma epocale" la definisce con soddisfazione il ministro, mentre
Berlusconi, presidente del Consiglio, puntualizza che "con queste
riforme dal prossimo anno avremo delle scuole che possono essere
comparate a quelle degli altri Paesi europei. I nostri giovani
ancora oggi ricevono dallo Stato una formazione che viene ritenuta
dagli organismi internazionali non in linea con quella dei Paesi più
avanzati. La scuola superiore e tecnica necessitava di una riforma,
perché attualmente non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle
richieste del mondo del lavoro". Dunque, si cambia. Vediamo come.
Nei licei, sono state
abolite le numerosissime sperimentazioni (510), una sorta di "Torre
di Babele" da cui parecchie famiglie sono state disorientate e che,
specialmente durante gli esami di maturità, richiedevano una seconda
prova scritta specifica dell’indirizzo scelto. Gli indirizzi ora
sono razionalizzati e confluiranno in 6 tipologie con 10 indirizzi:
scientifico, classico, linguistico, Scienze umane (che sostituisce
il liceo socio-psicopedagogico, ex Magistrale), musicale e
coreutico, artistico (articolato in tre indirizzi: delle arti
figurative, dell’architettura design dei new media, cioè audiovisivi
e scenografia). Negli istituti tecnici i 204 indirizzi sono
accorpati in due settori: uno economico, con due indirizzi
(amministrazione, finanza e marketing, del turismo) e l’altro
tecnologico, con nove indirizzi (meccanica, trasporti, informatica,
elettronica, grafica, chimica, tessile -abbigliamento e moda-,
agraria, costruzioni). I ragionieri di una volta saranno sostituiti
dai diplomati dell’indirizzo amministrazione e i geometri dai
diplomati del corso in costruzioni. Una caratteristica comune della
nuova scuola superiore sarà la presenza più consistente delle
lingue, previste per i cinque anni di corso, anche al classico;
inoltre, negli istituti tecnici potrà essere impartita, al quinto
anno, una materia direttamente in inglese. Nei nuovi licei (musicale
e coreutico, artistico e delle Scienze umane) le lingue straniere
saranno due.
Il latino resterà allo
scientifico. Il liceo linguistico raggiunge la piena autonomia, in
quanto non dipende più dallo scientifico (dal 1974) e prevede
l’insegnamento di tre lingue straniere. Inoltre, dal terzo anno, una
materia - non una lingua - sarà impartita in lingua straniera. Al
biennio si comincerà con 27 ore, che aumenteranno fino a 30 nel
secondo biennio e nel quinto anno. Le scuole, comunque, potranno
usufruire di una quota di flessibilità degli orari (20% nel primo
biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio), per
consentire ulteriori spazi ad altri insegnamenti.
Ovunque si studierà più
matematica e più scienze e sarà assegnato un maggiore spazio alle
attività di laboratorio "anche attraverso la costituzione di
dipartimenti di ricerca". Al quinto anno degli istituti tecnici è
previsto uno stage nelle aziende. Esperti del mondo scientifico e
delle professioni potranno far parte di un nuovo organo collegiale,
la "commissione tecnica", per favorire l’incontro fra scuola e
impresa, con un ruolo nella formazione e nel mercato del lavoro. Va
ricordato che i licei furono istituiti in Italia nel 1802; nel 1859
la riforma di Gabrio Casati, che allora reggeva il Ministero
dell’Istruzione, creò il liceo classico. Nel 1923, Giovanni Gentile,
filosofo siciliano e ministro della Pubblica Istruzione, legò il suo
nome alla riforma della scuola italiana con lo slogan "poche scuole
ma buone".
Nel 1939 Giuseppe Bottai ne
sconvolse completamente la struttura Nel 1960 nacque il liceo
artistico; due anni dopo ci fu la riforma della Scuola Media, un
momento straordinario e irripetibile per la nostra istruzione
pubblica; infine, nel 1974 fu istituito il liceo linguistico.
L’impegno del ministro Gelmini per le sue coraggiose e severe
riforme viene duramente criticato dall’opposizione, che in tutto ciò
- come ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - vede
un "taglio epocale alla scuola pubblica italiana che ci allontana
dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di
lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese". Eppure una parte
della riforma, quella degli istituti tecnici, è stata curata da una
commissione insediata dall’ex ministro Fioroni. Come al solito, fra
le due "sponde" politiche manca il clima di condivisione, che
condanna al fallimento questo e i precedenti tentativi in cui una
delle due non ha messo la sua mano. Al nostro Paese necessita
assolutamente migliorare la qualità della scuola.
Le indagini internazionali
sinora condotte sui risultati medi degli studenti italiani sono tra
le più insoddisfacenti: i nostri quindicenni, infatti, risultano
indietro di due terzi di anno scolastico nelle Scienze in confronto
alla media europea e, addirittura, di due anni in confronto ai
finlandesi, considerati i migliori e, soprattutto, con una spesa più
bassa. Inoltre, pur dovendo sottolineare una forte disparità del
rapporto docenti-alunni nel territorio (in pratica, sono moltissimi
gli insegnanti rispetto al numero degli alunni), il nostro governo
deve puntare su insegnanti "con una buona preparazione e ben
motivati", rivedere i piani di nomine dei dirigenti scolastici, per
il raggiungimento di "standard accettabili". Auguriamoci che non sia
anche questa una delle solite soluzioni all’italiana, da parte di
ogni formazione politica che va al governo, da un po’ di tempo!
Intanto si va avanti ma,
ovviamente, sempre fra gli ultimi in Europa…!?
Leo Caputo
Occhio sulla città
Nell’ultimo consiglio
comunale i rappresentanti del popolo, cioè i consiglieri presenti
erano soltanto nove, otto della maggioranza e solo uno
dell’opposizione. Va bè che siamo arrivati ad un anno dalla fine
della legislatura, ma sembra a dir poco scandaloso che su venti
consiglieri non ci sia nemmeno la maggioranza a partecipare al
consiglio. Si dirà che gli assenti avevano da fare, erano impegnati
in altra faccende, ma il ruolo a loro affidato dai cittadini impone
obbligatoriamente la loro presenza nell’assise comunale e questo sia
da parte della maggioranza che dell’opposizione. I rappresentanti
del popolo devono fare il loro dovere sempre anche se, molto spesso,
non vengono messi nelle condizione di fare appieno il loro lavoro.
La tendenza a non partecipare più ai consigli perché inutile è una
grave pecca per la democrazia e uno schiaffo in faccio agli
elettori.
Sannicandrese Doc
Cosa scrivere ? Oggi ho la
mente vuota ! Potrei fare la filosofa, la professoressa, la
moralista, ma non mi sento nessuna di queste cose; potrei discutere
di cronaca, ma ne abbiamo tutti le tasche piene; parlare di
politica? … Dio ce ne scampi e liberi … ! E allora ? Il sottotitolo
della mia Rubrica recita: Proverbi, pensieri, ricette e curiosità.
Allora andiamo per ordine. Proverbio: "Storta va, d’ritta vene, semp
storta nun po’ ghì".
E’ anche la frase di una
vecchia canzone napoletana e il suo significato mi piace molto, mi
dà speranza. Il pensiero che ne scaturisce è di fede. Ho fede in Dio
prima di tutto e poi nel fatto che prima o poi ci stancheremo degli
egoismi, degli sprechi e degli odi che imperano oggi e rinsaviremo.
Nulla è infinito, neanche la crisi. La ricetta: Torta di cipolle e
patate. Fate lessare un chilo di patate, sbucciatele e tagliatele a
fettine. Tagliate a fettine sottili anche due etti di fontina. Fate
rosolare nel burro 600 gr. di cipolle affettate fini, senza che
coloriscano; salate, pepate, cospargete con poca farina, mescolate e
bagnate con un bicchiere di latte, lasciando poi cuocere piano.
Imburrate bene una pirofila, mettete sul fondo uno strato di patate,
poi uno strato di fettine di fontina, cospargete col composto di
cipolle e ripetete gli strati, terminando con le patate. Versate
nella pirofila anche un bicchiere di latte in cui avrete sciolto un
tuorlo, cospargete di parmigiano e fiocchetti di burro e passate in
forno. La curiosità: è sapere, se qualcuno sa dirmelo, perché non
esistono più le mezze stagioni. L’affermano tutti, ma nessuno sa
dirmi il perché. Certo che la cosa è seria!! Si passa
dall’abbigliamento invernale a quello estivo.
I tailleurs non si usano
più. Qualcuno sa darmi notizie utili ? Resto in attesa. Intanto vi
auguro una Buonissima Pasqua piena di sole e buonumore e un ottimo
Lunedì dell’Angelo in compagnia di parenti ed amici, al mare, in
montagna, in campagna e anche in casa.
Non si sa mai vorreste
darmi delle notizie importanti scrivete al giornale. Si accettano
anche cartoline, magari della vostra città. Alla prossima.
Rosanna Grossi
L'Esperto Risponde
D: Ho acquistato un
appartamento e fatto compromesso regolarmente registrato. Come
previsto dalla legge, abbiamo stabilito fissato un termine per il
rogito ed anche il suo eventuale posticipo. Le chiedo se come parte
acquirente avessi necessità di posticipare la data del rogito, devo
effettuare una nuova registrazione e/o nuovo compromesso oppure è
sufficiente una lettera raccomandata con accettazione da parte del
venditore?
R: Nel contratto
preliminare registrato è stato previsto un termine per la stipula
dell’atto definitivo, detto termine, però, non è stato considerato
essenziale e/o perentorio, in quanto le parti, di comune accordo,
hanno previsto la possibilità di una sua posticipazione.
Avendo la parte acquirente
necessità di posticipare la data della stipula non è necessario
sottoscrivere un nuovo compromesso e procedere ad una nuova
registrazione atteso che tale possibilità è già stata prevista nel
contratto preliminare.
E’ necessario, però, se nel
contratto preliminare non sia stata prevista una specifica
formalità, che l’acquirente comunichi all’altra parte, con lettera
raccomandata a.r., la nuova data della stipula richiedendo
l’adesione da parte del venditore.
Crazy Web
http://www.ediliziaeterritorio.it
Sito di una società di
servizi che si occupa di iniziative immobiliari
http://www.caffe.it
Sito dedicato alla storia,
cultura e piacere del caffè
Occhio al sociale
I giovani: le loro passioni e la nostra incapacità di capirli
La società, in cui viviamo
(in cui vivono gli adulti), si sta rapidamente trasformando in una
società autistica, facendoci smarrire il senso dell’umana
solidarietà, la passione per la comunità di destino che ci dovrebbe
unire al di là di ogni estrazione culturale e al dì là di ogni
razza; e spegnendo in noi gli orizzonti di speranza e di
condivisione, di comunicazione autentica e di reciproca
disponibilità ad ascoltare il grido silenzioso delle anime ferite.
Se le cose stanno così, se il clima emozionale della vita sembra
sottrarsi alle luci e alle ombre delle passioni radicali e dotate di
senso, se l’indifferenza e i glaciali (egoistici) modelli di vita
continuano a dilagare, com’è mai possibile sperare o illudersi che
gli ideali dell’adolescenza e della giovinezza siano decifrati, e
siano accettati, nelle famiglie e nella scuola (queste due strutture
portanti di ogni educazione e di ogni formazione psicologica e
umana), nella loro significazione e nella loro trascendenza? Se il
mondo degli adulti si confronta con le passioni adolescenziali senza
cercare di intenderne il senso, magari mascherato e ambiguo, e
avviandosi solo a recidere ogni comprensione e ogni identificazione
motivazionale, l’isolamento e la rivolta, il dolore e la fuga, lo
smarrimento e la disperazione ne saranno amplificati. Possono
sembrare cose ovvie queste, ma appare quanto mai necessario
ripeterle: di esse è piena la vita di ciascuno di noi.
Nel deserto delle passioni,
o nel vortice di passioni non autentiche, che rischiano di deformare
la vita emozionale, degli adulti (in famiglia, certo, ma anche nei
contesti scolastici), non può non inaridirsi il dialogo, il
colloquio, fra genitori e figli, fra insegnanti e allievi, e non può
non dilatarsi, e non può non crescere, la distanza fra gli uni e gli
altri. La mancanza di dialogo, e l’incapacità di ascoltare e di
decifrare il senso delle passioni che dilagano nell’adolescenza,
trascinano con sé disillusioni e frustrazioni dolorose, insicurezze
e isolamento, aggressività e ribellione, passività e rinuncia agli
studi e all’impegno. Ogni cosa è connessa, del resto: come si fa a
pensare che un adolescente possa sfuggire alla tentazione crudele
della violenza quando i genitori trascorrono le serate davanti a
televisioni ripiene di film di violenza e di alta distruttività?
Ancora: com’è possibile che, a scuola, si continui a prendere sul
serio i soli risultati, i soli parametri, cognitivi (quelli, cioè,
che misurano l’intelligenza e non quelli che hanno a che fare con la
vita emozionale, con le passioni dell’anima, ancora più importanti
ai fini della maturazione della personalità)? Le infinite
trasmissioni televisive fanno ricadere ossessivamente su chiunque le
guardi, e sono soprattutto gli adulti, passioni gridate e
mistificate, passioni svuotate di interiorità e di discrezione,
passioni private di ogni orizzonte di senso e di ogni pausa di
silenzio e di riflessione, passioni artificiali che contagiano i
modi di vivere e di immaginare, di pensare e di agire.
Nell’espressione delle emozioni, delle passioni, c’è teatralità e
non profondità: si ride continuamente, non si sorride mai, si ride e
si piange insieme, non ci si addolora mai (il dolore nasce dal
segreto, e nel segreto, dei cuori: nel silenzio), ci si confronta
con la gioia e le sofferenze degli altri senza attenzione e senza
rispetto, senza tensioni. Non posso nondimeno non sottolineare come
in ogni vita adulta si colga, oggi, la tendenza fatale a cancellare
le passioni, o a rivivere solo quelle che abbiano una forte, o
almeno prevalente, connotazione individualistica: la passione che si
nasconde nell’orgoglio, nell’ambizione, nell’ira, nell’impegno
politico (oggi, del resto, declinante, come si sa), nella carriera,
nella rovente ricerca di guadagni elevati. Ma, accanto a queste
figure di una passione distorta e destituita di luce interiore, si
delinea quella definibile come la passione dell’indifferenza: la
non-passione dell’indifferenza e il deserto delle passioni e delle
emozioni. Sembrano venire dall’altro mondo, ma è il mondo della
sincerità e della nobiltà dell’anima, le parole forti e taglienti di
un grande scrittore austriaco: «Nel pudore che vieta di parlare ad
alcuno dei propri stati più intimi è un avvertimento dell’animo; in
ogni confessione, in ogni descrizione s’insinua facilmente un
travisamento, e le cose più delicate e indicibili decadono in un
batter d’occhio a volgarità».
Enza Padula
Il Grilletto
Ai sensi del Dl (anzi Pdl)
Napolitano-Berlusconi sulle norme che legalizzano le liste illegali
del centrodestra (le altre restano escluse), siamo in grado di
anticipare i nuovi "decreti interpretativi" di prossima
approvazione.
Decreto salva-tasse.
Chi arriva in ritardo per la dichiarazione dei redditi può evitare
di pagare la sovrattassa prevista in questi casi esibendo una
tessera del Pdl, essendo "insostenibile – informa una nota congiunta
di Palazzo Chigi e del Quirinale – l’esclusione degli iscritti al
maggior partito politico di governo". La stessa procedura sanerà le
eventuali dichiarazioni fraudolente, purché il contribuente infedele
sia munito di tessera del maggior partito politico di governo,
essendo insostenibile che i membri di quest’ultimo possano essere
evasori fiscali.
Decreto salva-voli. Chi
perde l’aereo o il treno causa ritardo, potrà ottenere il rientro
immediato dell’aereo già decollato o del treno già ripartito
affermando di essere giunto in orario in aeroporto o in stazione, ma
di essere stato impedito nei movimenti da un panino comunista o da
una pattuglia di radicali.
Decreto salva-soste.
Chi posteggia l’automobile in divieto di sosta e viene multato dal
vigile urbano, può evitare di pagare la contravvenzione dichiarando
di essersi assentato per espletare fisiologiche funzioni idrauliche
senza mai allontanarsi dalla vettura oltre un raggio di 150
chilometri, a patto – si capisce – che dichiari di votare per il
maggior partito politico di governo.
Decreto salva-pirati.
Su strade e autostrade la precedenza non sarà più di chi proviene da
destra, ma del titolare dell’auto più voluminosa. A parità di
cilindrata, la nuova norma interpretativa del codice della strada
prevede la prevalenza degli iscritti e/o elettori del maggior
partito politico di governo purché ne esibiscano il logo sul
parabrezza accompagnato dal nuovo articolo 3 della Costituzione: "Io
so’ io e voi non siete un cazzo".
Decreto salva-offside.
Il calciatore che segna gol in fuorigioco in partite decisive per la
qualificazione alla Champions League otterrà la convalida del gol
dichiarando all’arbitro di essersi attardato dietro le linee
avversarie per farsi una birretta a fondo campo. La regola vale solo
per i calciatori del Milan, essendo insostenibile l’esclusione dalle
competizioni internazionali della squadra del leader del maggiore
partito politico di governo.
Decreto salva-film. Chi giunge in ritardo al cinema potrà
ottenere il riavvolgimento della pellicola fin dai titoli di testa
dichiarando di trovarsi da mezz’ora nelle vicinanze, ma di aver
perso tempo a cercare parcheggio, causa automobilisti comunisti.
Decreto salva-compiti.
Lo studente somaro che sbaglia un intero compito di matematica
potrà, in via interpretativa, ottenere il massimo dei voti purché i
suoi errori di calcolo non si discostino di oltre 100 unità dal
risultato esatto.
Decreto salva-rapine.
Il rapinatore colto in flagrante dalla polizia mentre, con
calzamaglia e mascherina nere, si allontana dalla banca con un sacco
pieno di banconote potrà evitare l’arresto e intavolare con gli
agenti un dibattito dal titolo "Rapine, che fare?"
sull’interpretazione autentica da attribuire al suo gesto: a)
simpatica mascherata in occasione del Carnevale; b) prelievo un po’
frettoloso; c) estremo atto di legittima difesa contro gli alti
costi bancari; d) altra scusa a piacere.
Decreto salva-corna. In
caso di mariti sorpresi dalle mogli a letto con procaci signorine,
sarà fatto obbligo alle consorti di credere in via interpretativa
alla frase di rito "Cara, non è come tu pensi", a condizione che le
ragazze in questione si dichiarino massaggiatrici professioniste del
Salaria Sport Village o attiviste dell’associazione "Silvio ci
manchi", oppure comunichino che le manda la Protezione civile.
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